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Mazzabue
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mwgwMazzabue (mwhaMasabò in mwhqdialetto parmigianocite-ref-4[4]) è una frazione mwigrurale in parte nel mwiwcomune di mwjaColorno e parte nel mwjqcomune di mwjgSorbolo Mezzani, posta a 4mwjw km a sud est da mwkaColorno, a 2mwkq km a sud ovest da Casale di mwkgMezzani e a 14mwkw km nord da mwlaParma.
Contents
• Storia
• Società
• Note
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Geografia fisica
Il territorio, a vocazione prettamente agricola, è sprovvisto di un vero e proprio centro abitato ed è caratterizzato esclusivamente da case sparse, diverse delle quali mwmacase coloniche disabitate. Su di esso insiste un fitto reticolato di canali facente parte del mwmqConsorzio di Bonifica Parmense.
Origini del nome
Il toponimo pare legato al nome di qualcuno che possedeva o abitava questo luogo. Mazzabue probabilmente trae origine da un soprannome poi trasformatosi in cognome, o dalla professione esercitata da questa personacite-ref-toponimitorrilecolorno-5-0[5].
Storia
Il territorio di Mazzabue mostra ancora oggi traccia della mwogcenturiazione romana. Viene citato per la prima volta in epoca medievale da diplomi imperiali che investirono il mwowVescovo di Parma della proprietà del territorio.
Il 6 agosto del 1291 assieme ai boschi limitrofi di mwpqPantera e mwpgMantello il territorio di Mazzabue fu venduto dal vescovo di Parma, mwpwObizzo Sanvitale al Cardinale mwqaGerardo Bianchi. L'influente porporato, nato nel vicino paese di mwqqGainago, in quegli anni effettuò numerosi acquisti di terre nella zona per donare un beneficio economico alla mwqgprebenda del mwqwBattistero di Parma. Con la somma ottenuta il Sanvitale acquistò un terreno di dimensioni molto inferiori a quello venduto, da ciò si evince che all'epoca quello di Mazzabue fosse un territorio poco idoneo alla coltivazione. Il Bianchi tuttavia aveva pianificato con cura i suoi acquisti dato che già nel 1290 tramite un'altra acquisizione si era preoccupato di dotare questo terreno di un accesso diretto al fiume Po, che era allora un'importante via di comunicazione. Successivamente iniziò a concedere con contratto di mezzadria questi terreni a diversi lavoratori agricoli affinché ne migliorassero le condizioni, il mwraChronicon parmense riferisce che il cardinale edificò anche diverse abitazioni e una chiesa. Documenti dell'epoca attestano che già a partire dal 1293 Mazzabue forniva guadagni regolari. Gli acquisti di terreni in zona proseguirono negli anni successivi. Questi investimenti in terre insignificanti e poco redditizie da parte di un prelato tanto influente fanno supporre volesse compiere un'opera che lasciasse il segno nel suo territorio nativocite-ref-bianchi-6-0[6].
Successivamente i terreni di Mazzabue passarono all'mwtgabbazia di San Martino de' Boccicite-ref-referencea-7-0[7] fatta edificare sempre da Gerardo Bianchi.
Nel 1564 il duca mwwgOttavio Farnese si accordò col vescovo di Parma Alessandro Sforza per bonificare i terreni di Mazzabue drenandone le acque nel canale mwwwParmetta. Nel 1603 mwxaSmeraldo Smeraldi ingegnere della mwxqCongregazione dei cavamenti si occupò della razionalizzazione del sistema idraulico della zona, redigendone inoltre alcune carte dettagliate.cite-ref-9[9].
In epoca mwywfarnesiana nei pressi di Mazzabue era presente un mwzabosco che costituiva la parte terminale del mwzqgiardino di Colorno. I Farnese erano appassionati delle mwzgpratiche venatoriecite-ref-petrucci-8-1[8] acquistarono la tenuta di Mazzabue dai frati di mwawValserenacite-ref-guareschi-10-0[10]. Nella seconda metà del XVII secolo venne tracciata una strada che collegava il bosco di Mazzabue col mwcapalazzo di Colorno, al termine del percorso, prima di giungere all'area forestata venne posizionata la statua di mwcqDiana. Questa strada diventerà in seguito l’asse centrale del parco; per realizzarlo, i Farnese pianteranno alberi in vaste aree fertili del territorio circostante, già precedentemente utilizzate per la coltivazione. Intorno alla prima metà del ‘700 venne restaurato l’oratorio di S. Maria Maddalena presso la corte di Mazzabuecite-ref-petrucci-8-2[8]. La parte non boscata di Mazzabue venne affittata alla camera ducale. La tenuta nel 1797 fu donata dal duca mwdgFerdinando Borbone al monastero delle mwdwDomenicane Gavotte allora situato a mweaColornocite-ref-guareschi-10-1[10].
Nella prima metà dell'800 il territorio fu ampiamente sfruttato per la risicoltura, coltura che tuttavia subì un forte declino verso la fine del secolocite-ref-11[11]. A seguito della soppressione del monastero delle Domenicane Gavotte in mwggFontanellato i terreni di Mazzabue e della vicina proprietà di Campogrande passarono al mwgwDemanio, nel 1875 vennero successivamente venduti all'astacite-ref-12[12]. Negli anni si susseguirono diversi proprietari: nel 1906 la corte appartiene ad Ada Basilewsky, successivamente passa alla famiglia Barattacite-ref-guareschi-10-2[10].
Durante la mwjqseconda guerra mondiale, il 23 marzo 1945 la corte di Mazzabue subì un mwjgbombardamento da parte di aerei americani. Fu colpita la mwjwstalla e venne danneggiata la parte residenziale. In questa azione persero la vita tre degli abitanti del complesso, fortunatamente buona parte dei residenti in quel momento era al lavoro nei campi, altrimenti il bilancio avrebbe potuto essere peggiore. Nelle settimane successive la corte subì anche dei mitragliamenti, circolò in seguito la voce che gli alleati ritenessero che qui si trovassero depositi di carburantecite-ref-guareschi-10-3[10].
Nel 1959 la proprietà venne divisa tra 11 assegnatari che costituirono la mwlqcooperativa Sant'Antonio che divenne anche proprietaria del mwlgcaseificio annesso alla cortecite-ref-guareschi-10-4[10].
Società
Evoluzione demografica
Fino al secondo dopoguerra la corte di Mazzabue ha ospitato un nutrito gruppo di famiglie, al punto da essere dotata di una propria scuolacite-ref-guareschi-10-5[10]. Con lo sviluppo economico avvenuto nella seconda metà del mwogNovecento la frazione ha subito un consistente spopolamento demografico dovuto all'abbandono dell'attività agricola da parte di molte famiglie che si trasferirono a mwowParma o nei paesi vicini.
Monumenti e luoghi d'interesse
L'unico edificio di una certa rilevanza è la mwpgCorte di Mazzabue considerata un po' il simbolo della zona. Anticamente vi era anche una chiesa dedicata a mwpwSan Nicolò, poi sostituita da un oratorio dedicato a mwqaSanta Maria Maddalena, anche quest'ultimo edificio è poi scomparsocite-ref-referencea-7-1[7].
Nelle pertinenze della corte si trovano anche un ex mwrgcaseificio e l'ex mwrwscuola elementare terminata nel 1954 in funzione nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. La scuola ospitava gli mwsaalunni residenti nella corte e nei dintorni che frequentavano un'unica pluriclasse. L'aula della scuola fungeva anche da mwsqcappella per la celebrazione della mwsgmessa domenicale tenuta dal parroco di mwswCasale di Mezzani. Prima della realizzazione dell'edificio l'aula scolastica era ospitata nella stanza di un'abitazione privatacite-ref-guareschi-10-6[10].
Infrastrutture e trasporti
Note
cite-note-istat2011mznord-11. mwwgmwwwmwxaabitanti Mazzabue nel comune di Mezzani (sezione censimento 340210000025) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su mwxqdatiopen.istat.it. mwxgURL consultato il 12 maggio 2016 mwxw(archiviato dall'mwyaurl originale il 1º giugno 2016).
cite-note-istat2011mzsud-22. mwzamwzqmwzgabitanti Mazzabue nel comune di Mezzani (sezione censimento 340210000028) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su mwzwdatiopen.istat.it. mw0aURL consultato il 12 maggio 2016 mw0q(archiviato dall'mw0gurl originale il 1º giugno 2016).
cite-note-istat2011cl-33. mw1gmw1wmw2aabitanti Mazzabue nel comune di Colorno (sezione censimento 340100000051) al censimento 2011 dal sito ISTAT, su mw2qdatiopen.istat.it. mw2gURL consultato il 12 maggio 2016 mw2w(archiviato dall'mw3aurl originale il 1º giugno 2016).
cite-note-44. ↑ Guglielmo Capacchi, mw4aDizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva.
cite-note-toponimitorrilecolorno-55. ↑ mw5amw5qmw5gToponimi di origine medievale tra Torrile e Colorno, su mw5wacademia.edu.
cite-note-referencea-77. ↑ Enrico Dall'Olio, mw8gItinerari turistici della provincia di Parma, Artegrafica Silva, Parma, 1977
cite-note-99. ↑ mw-wMarco Minardi, mwaqaPaesaggio di frontiera: la formazione di un territorio rivierasco padano, Mezzani, comune di Mezzani, 1995.
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cite-note-1212. ↑ mwaromwarsmwarwGazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 135 dell'11 giugno 1875, su mwar0augusto.digitpa.gov.it.
Bibliografia
• mwaseEnrico Dall'Olio, Itinerari turistici della provincia di Parma, Parma, Artegrafica Silva, 1977.
• mwasmMarco Minardi, Le terre dè Mezzani, Mezzani, comune di Mezzani, 1989.
• mwasuMarco Minardi, Paesaggio di frontiera: la formazione di un territorio rivierasco padano, Mezzani, comune di Mezzani, 1995.
• citerefpetrucciGiulia Petrucci, Il territorio di Colorno dal medioevo all'insediamento dei Farnese, in Enrico Guidoni (a cura di), Storia dell'urbanistica, n. 2, Roma, Edizioni Kappa, 1996, pp. 146-167.
• citerefsilanosPietro Maria Silanos, Gerardo Bianchi da Parma. La biografia di un cardinale duecentesco, Parma, Università degli studi di Parma, 2008.
• citerefguareschiAngelica Guareschi e Nadia Martelli, Mazzabue Mazzabò Masabo, Colorno, Tielleci, 2025.
Voci correlate
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